Gli eventi, altamente culturali, favoriscono momenti di incontro ed occasioni di diffondere informazioni sull’avanzamento dei progetti, di informare periodicamente scuole e istituti, sostenitori e simpatizzanti sulle attività svolte, di coinvolgere i media, di creare sinergie in programmi di cooperazione allo sviluppo oltre che avviare sostegno a distanza e gemellaggi tra comunità del Nord e del Sud del mondo.

Mandela Day 2014: 67 minuti da dedicare agli altri

Iniziative
Data: 2014-06-18 00:00

Nelson Mandela (Sudafrica 1918 – 2013) è uno degli esempi più forti di lotta in difesa della libertà e dell’uguaglianza di uomini e donne.

Leader politico e carismatico del popolo sudafricano, ha messo in gioco la propria vita per l’abolizione dell’apartheid, la politica di segregazione razziale istituita nel dopoguerra dal governo di etnia bianca del Sudafrica, e rimasta in vigore fino al 1993.

La minoranza bianca del Paese aveva il controllo sulla maggioranza nera, brutalmente discriminata in tutto.
Le leggi dell’apartheid vietavano infatti i matrimoni interrazziali, istituivano un registro per i cittadini, iscritti in base alle caratteristiche razziali, proibivano alle persone di colore di circolare liberamente in alcune aree urbane e di utilizzare le stesse strutture pubbliche dei bianchi, rendeva difficoltoso l’accesso all’istruzione per i neri, che venivano discriminati anche in ambito lavorativo, e istituivano dei veri e propri ghetti, chiamati “bantustan”, in cui viveva la popolazione nera, privata della cittadinanza sudafricana e dei diritti ad essa connessi, e limitava la circolazione, se non con speciali passaporti, nelle aree frequentate dai bianchi.

A partire dagli anni ’70 la comunità internazionale iniziò a far sentire la propria pressione contro questa pratica lesiva dei diritti umani, sanzionando il Sudafrica in vari campi, tra cui lo sport.
Finalmente l’apartheid venne dichiarata crimine internazionale, con la convenzione ONU "International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid", votata dall’Assemblea Generale nel 1973 ed entrata in vigore nel 1976. Successivamente venne inserita nell’elenco dei crimini contro l’umanità.

Nelson Mandela ha passato 27 anni della sua vita in carcere, dal 1962 al 1990, ma anche durante la prigionia è stato il primo punto di riferimento del popolo sudafricano in lotta per la riconquista della propria libertà, ed è stato un esempio positivo per ogni singolo cittadino del mondo, al pari di Gandhi e degli altri leader delle rivoluzioni non violente.

Nel 1993 ha ricevuto il premio Nobel per la Pace e nel 1994, dopo aver votato per la prima volta, è diventato il primo Presidente della Repubblica del Sudafrica, con il plauso della comunità internazionale.
E’seguita per il Paese una dura prova, quella della espiazione e del perdono; venne istituita infatti, proprio per volere di Mandela, la Commissione per la Verità e la Riconciliazione.

Il presidente di ForumSaD Vincenzo Curatola, che è stato a capo del movimento italiano anti apartheid ed ha incontrato personalmente Nelson Mandela a Roma, ha definito quello verso Madiba, nome utilizzato affettuosamente per Mandela, il più grande sostegno a distanza della storia; senza la presa di posizione e la pressione dell’opinione pubblica mondiale, infatti, il percorso di libertà ed uguaglianza del Sudafrica sarebbe stato senz’altro più lungo e più difficile.

Nel 2010 le Nazioni Unite hanno dichiarato il 18 luglio, ricorrenza della nascita di Madiba, “Mandela Day”, e anche quest’anno invitano ognuno di noi, in quella giornata, a dedicare 67 minuti del proprio tempo agli altri, un minuto per ogni anno speso da Mandela a salvaguardia della libertà e dell’uguaglianza dei sudafricani.

 

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